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Guardia di Finanza. Il conto corrente smaschera 2700 evasori totali.

Secondo il Report della Guardia di Finanza, i reati tributari più gravi emersi nell’anno 2016 sarebbero: fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fraudolente, indebite compensazioni e documentazione contabile occultata. La Riforma fiscale, che ha introdotto il nuovo sistema sanzionatorio, penale e amministrativo, avrebbe fatto crescere del 60% nel 2016 gli illeciti più gravi. L’indagine svolta ha colpito soprattutto i conti correnti più ricchi che hanno di fatto tradito gli stessi evasori. A destare maggior sospetto proprio quelli sconosciuti al Fisco. Infatti i modi per guadagnare in modo legale sono davvero tanti: in particolare negli ultimi mesi sui forum online molti utenti stanno condividendo i consigli su come fare soldi facili di Migliorcontocorrente.org, che consentono proprio di investire i propri soldi e guadagnare senza avere problemi con il fisco.

Le indagini finanziarie hanno accertato 8.343 evasori totali. Lo strumento principe utilizzato, in 2639 interventi, è stato l’incrocio dei dati bancari (come per i pagamenti fatti con il pos) e patrimoniali, riconducibili alle attività svolte. Le Fiamme gialle sono così riuscite a recuperare 6,7 miliardi di ricavi non dichiarati all’Agenzia delle entrate. Ad essere denunciati sono stati 1334 soggetti. Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi, ha dichiarato che contro gli evasori più incalliti le Fiamme Gialle hanno utilizzato le stesse misure di prevenzione attualmente applicate alle organizzazioni criminali. Se pensiamo che l’evasione fiscale nel nostro Paese è stimata intorno ai 270 miliardi di euro si capisce come non si possa che ritenerla alla pari di un crimine. Tra l’altro spesso le somme provengono proprio da attività illecite, comprese quelle tributarie.

Proprio per trattare il fenomeno alla pari di quello mafioso, le proposte di sequestro di beni hanno sfiorato i 500 milioni e le disponibilità bloccate si attestano sui 281 milioni, rilevando una crescita del 90% delle confische agli evasori quantificate in 370 milioni di euro. Quanto al fenomeno della frode sull’Iva, invece, è stato messo appunto un nuovo strumento volto a controllarlo. Si tratta di “A.F.Iva”” che da luglio 2015 a gennaio 2017 ha permesso 136 verifiche e controlli aiutando a  stanare ben 123 evasori totali. Nell’era delle transazioni finanziarie e commerciali via web, poi, un’attenzione maggiore richiede questo settore in crescita che dovrà essere meglio regolamentato. Proprio a tal proposito Toschi ha affermato: “L’economia digitale ha messo in discussione gli schemi tradizionali di produzione del reddito e di stabile organizzazione come luogo fisso d’affari”.

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