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Purex Culture: la verginità torna di moda.

Il movimento in questione è la Purex Culture, nata a Milano nel 2011 da Punto e Spezzacatena che potrebbero essere scambiati per due cantanti rap alla Rocco Hunt, e invece sono due pastori trentenni – una coppia – della chiesa pentecostale Ministero Sabaoth

 

C’è chi avrebbe giurato che Dio – almeno dalla nostra generazione – si fosse nascosto ben bene. Eppure, come tutte le cose, a volte sembrano sparire e invece fanno solo dei giri immensi e poi ritornano, Venditti giura sia così.

Nel 2017 – dunque – come i pantaloni a zampa di elefante, torna Dio e il suo fan’s club tra la gente. E se pensate di ritrovarlo nelle chiese, nei vicoli o a qualche matrimonio a tramutare acqua in vino, vi sbagliate di grosso. Anche lui è su Facebook e come una delle tante campagne elettorali del momento, attraverso i suoi discepoli crea movimenti, scrive libri, professa amore ai microfoni di radio e tv. Si, insomma, ci si aggiorna anche ai piani alti.

Bando alle ciance, il nome del Movimento lascia ben poco all’immaginazione. Niente sesso prima del matrimonio. Stefania Spezzacatena , dai candidi divanetti della D’Urso a Pomeriggio Cinque, afferma sicura: << Gesù è amore, lui è morto per noi ed è giusto che noi viviamo la nostra vita in funzione di lui, facendo ciò che lui ci chiede di fare. E nella Bibbia c’è scritto che il sesso è un dono di Dio e che si fa dopo il matrimonio!>>

E qui si potrebbero aprire tante discussioni, del tipo: perchè dovrei condurre la mia vita secondo i dettami di qualcun altro? Ma qui scatta la fede e quindi passiamo avanti. Ci si potrebbe però porre il problema di una regola che un’entità ha dettato (secondo chissà quale potere) circa 2000 anni fa, quando ci si sposava a dieci anni e forse ci stava tutta una regola sul sesso prima di aver raggiunto lo sviluppo. Ma non è nemmeno questo il punto. Siamo su questa terra ed è giusto rispettare le idee di tutti. Ma creare un movimento, portarlo nelle piazze e nelle scuole, nei salotti televisivi, scrivere libri e scattarsi selfie sembra essere pubblicità bella e buona per potersi ritagliare il proprio angolo dove spendere 5 minuti di notorietà. E come ogni movimento che si rispetti, anche questo non fa leva sulle proprie convinzioni ma sullo screditare chi non ha operato scelte in tal senso. Dal social network dei Purex si legge, infatti:

-La percezione di sè come qualcosa di diverso dal sesso biologico a cui si appartiene è nel migliore dei casi sintomo di una confusione mentale

-È stupido perdersi perché si è trovato qualcuno.

-Ci sono persone che credono in una generazione coraggiosa capace di fare scelte allo stato puro!

-Se non sai dire di NO al sesso prima del matrimonio che valore avrà il tuo SI all’altare?!

Chi conosce bene l’italiano altro non può chiamare queste frasi se non giudizi verso coloro i quali prendono strade diverse. Perchè parafrasando quanto citato sopra, i milioni di ragazzi che decidono di vivere la propria sessualità sarebbero vigliacchi, fuori strada, incapaci di dare il giusto valore al matrimonio. Per non parlare di una velata omofobia. E Dio, in tutto questo, c’entra ben poco. Perchè ridurre il concetto di amore ad una mera questione sesso si/ sesso no, fa emergere un’immaturità sentimentale che è pericolosa per se stessi e per dei futuri figli.

L’amore è rispetto e fiducia, è dedicarsi, è felicità, è aiutarsi ed è generosità, è scontrarsi con il mondo che ti presenta bollette e mutui, spalleggiarsi nella perdita del lavoro, è un compleanno, è una telefonata. L’amore è esserci, sempre. L’amore è presenza, è costruzione, è gioia e condivisione del dolore. L’amore è sesso e abbraccio. Tutto questo ha poco a che fare con una fede al dito, non ha niente a che fare con l’essere uomo e donna, marito e moglie. L’amore è di tutti. E se Dio esistesse, sarebbe d’accordo con me.

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Roberta Magliocca

Classe 1988, nasce in provincia di Napoli. Attualmente laureanda in Sociologia della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica, si è diplomata nel 2012 in Scrittura Creativa presso gli Studi Rai di Via Teulada a Roma e nel 2015 diventa Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti della Campania. Autrice di "Interno Giorno" (Gruppo Editoriale L'Espresso) e "Portami a Vedere i Treni" (Senso Inverso Edizioni), ha collaborato alla stesura di un testo teatrale portato in scena da Michele Pagano nel Novembre 2016. Al momento è alle prese con il suo terzo lavoro letterario.