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Ciao Emanuele. A vent’anni non si può morire così.

E’ una storia che non avremmo mai voluto ascoltare, quella di Emanuele Morganti. E’ la storia di una tragedia che, più passano le ore, più diventa incomprensibile. Perché pare che a scatenare la rissa che poi gli è costata la vita, sia stato un cocktail. Una bevanda contesa all’interno del locale. Poi, fuori, il dramma, l’aggressione. Una decina di persone contro di lui, che cerca di difendere la fidanzata. Pestato a morte, con delle spranghe. Era la sera tra venerdì e sabato. Lui lasciato a terra, immobile, sull’asfalto. Ad assistere tante persone che poi, nelle ore successive, saranno convocate dai carabinieri per cercare di ricostruire la vicenda e trovare i colpevoli.

La corsa in ospedale non è servita a niente. Dopo circa 36 ore di agonia, la vita di Emanuele si è spenta ieri sera, intorno alle 21.00. Adesso gli aggressori saranno accusati di omicidio volontario.

Una storia raccapricciante, che colpisce soprattutto per la violenza efferata. Un branco che si accanisce contro un giovane di vent’anni, fino al punto di ucciderlo.

Una storia che ha colpito l’Italia intera. La comunità di Alatri, in provincia di Frosinone, è sotto choc. Ha perso un figlio e lo ha perso in questo modo. La gente adesso chiede giustizia e verità, ma soprattutto rispetto per il dolore.

Ieri sera era prevista una fiaccolata per lui, ma dopo la notizia della morte, è stata rimandata.

Ci stringiamo intorno alla famiglia.

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Mirco Sirignano

Responsabile Blogger per Italianews24.net. Collaboratore giornalistico Freelance e fondatore dell'Associazione Civico97, che si occupa di anticorruzione, beni confiscati e trasparenza nella pubblica amministrazione. Mi sono laureato alla Federico II in Scienze della Pubblica Amministrazione e ho frequentato all'Università di Pisa il Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, collaborando anche con la campagna Riparte il Futuro.