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Caro mafioso, ti scrivo: “Essere ignoranti, paga! Valeria Fedeli la più pagata del governo”

Io studentessa, seduta a cavalcioni sui muretti del chiosco di Lettere a via Porta di Massa, sento lo sparo, chiudo i libri, corro fuori a guardare. Un ragazzo è stato ucciso proprio lì, fuori a quel portone che ci tiene caldi e al sicuro. E’ il 2015, e noi stentiamo a crederci. Come si può, in pieno giorno, in pieno sole, in piena ignoranza.

Il giorno dopo, arriva una lettera a spiegarcelo. Una lettera anonima, come anonime sono le pistole che sparano. Lettera di un mafioso, non pentito. Lettera rivolta a noi studenti, una lettera infamante, piena di umiliazioni. Io, così colpita da quelle parole, proprio non volevo crederci che citata in quelle righe ci fossi anche io, io che avevo bagnato le pagine di quei libri col sudore e con il lavoro duro. No, proprio non ci stavo. E l’incazzatura montava, come ad un toro che vede sventolarsi la bandiera davanti agli occhi solo per puro divertimento degli spettatori.

Questo articolo provai a scriverlo all’epoca, ma le parole che le mie mani battevano da sole sulla tastiera erano solo insulti. Non fui capace di fare la giornalista in quel momento, non avevo il giusto distacco da quelle parole che facevano così male:

[…] quando entrai in carcere, per misere questioni di contrabbando, ero in cella con un vecchio boss di Avellino. Un uomo giusto, lui. Mi ripeteva sempre una frase: “I giovani sono un problema.” Aveva paura e non lo nascondeva. Temeva che proprio voi, voi studenti, poteste cambiare le cose. Era terrorizzato dall’idea che l’istruzione potesse intaccare la forza invincibile della cultura mafiosa. Ad oggi, cari studenti, mi sento di dire che voi, proprio voi giovani colti e studiosi, siete per noi non un problema, ma una risorsa. Grazie, continuate pure a fingere di non vedere. Nei secoli.

Due anni dopo, qualche consapevolezza in più e una mente più ragionata. Con questo animo rispondo, sì, mister x, avevi ed hai ragione. Perchè quando ti svegli una mattina e poco prima di cominciare a studiare leggi tra le notizie Ansa “Valeria Fedeli la più pagata del governo”, capisci che essere ignoranti paga, che non vale la pena di aprire i libri, buttarci il sangue e la fatica se non riusciamo a cambiare questo. Questo gioco al massacro, dove facce improbabili a cui non è riuscito prendere il diploma riescono a diventare ministri dell’istruzione di un governo pulcinella.

Ma anche tu, mafioso non pentito, hai perso colpi dalla tua pistola. Perchè, vedi, non sei diverso da noi studenti. Anche a te, una mafia più grande di quella che servi,  toglie lavoro e merito. E non sono convinta nemmeno che sappia scrivere così bene come ci hai mostrato nella tua missiva. Seduti su poltrone scintillanti, con stipendi da capogiro, non devono sporcarsi le mani di sangue, vivere in bunker o fare affari zitto zitto. Loro non sparano, non corrono il pericolo di carceri sporche come quelle che frequenti tu. E’ la gente che si uccide per loro. Fa rabbia vero? Vedere qualcuno che ti toglie il lavoro, che guadagna ciò che non meritano, ciò che meriteresti tu. Benvenuto nel club, mafioso non pentito. Benvenuto nel club.

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Roberta Magliocca

Classe 1988, nasce in provincia di Napoli. Attualmente laureanda in Sociologia della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica, si è diplomata nel 2012 in Scrittura Creativa presso gli Studi Rai di Via Teulada a Roma e nel 2015 diventa Giornalista Pubblicista presso l'Ordine dei Giornalisti della Campania. Autrice di "Interno Giorno" (Gruppo Editoriale L'Espresso) e "Portami a Vedere i Treni" (Senso Inverso Edizioni), ha collaborato alla stesura di un testo teatrale portato in scena da Michele Pagano nel Novembre 2016. Al momento è alle prese con il suo terzo lavoro letterario.